TroianeLe associazioni Pentesilea e Club di Cultura Classica “Ezio Mancino” Onlus, in collaborazione con Torino Spettacoli – Teatro stabile privato di pubblico interesse, organizzano “Le Troiane. La tragedia e il mito da Euripide a oggi”, un incontro di approfondimento a cura di Annarita Martino sulla tragedia euripidea, per ripercorrere le vicende di Ecuba, Cassandra e Andromaca, vittime della guerra contro i Greci, tra mito e letteratura.

All’incontro seguirà la visione dello spettacolo teatrale “Troiane …2015”, una produzione Torino Spettacoli per la regia di Stefano Fiorillo.
Durante la serata verranno estratte alcune copie omaggio del testo della tragedia “Le Troiane”.

La partecipazione è riservata ai soci di Pentesilea e del Club di Cultura Classica in regola con il tesseramento annuale.

Quota di partecipazione: 20 euro, comprendente l’incontro e il biglietto per lo spettacolo (15 euro anziché 24 euro).

Ritrovo: ore 19,30 ingresso Teatro Erba. L’incontro avrà inizio alle 19,45.

Prenotazione obbligatoria entro il 10 ottobre a:
– segreteria@pentesilea.org 3473120419 – 3384481533
– clublculturaclassica@gmail.com 3661118964

TROIANE …2015 (con Adriana Innocenti, regia di Stefano Fiorillo)
Un grido di denuncia radicale della guerra e di ogni potere esercitato dall’uomo sull’uomo. Un dramma umano che si fa universale e così tristemente attuale nell’epoca in cui viviamo. Una guerra vista dagli occhi degli sconfitti, in un defilé tragico di donne che urlano la loro solitudine nella spirale di morte che sono costrette a subire. Ecuba, Andromaca, Cassandra: una regina anziana privata del trono, una vedova devota a cui viene ucciso l’unico figlio erede al trono e una figlia ritenuta da tutti una malata di mente. Tre regine esautorate. Sono fantasmi, scheletri neri svuotati dell’anima. Su tutte, incombe il trauma dello sradicamento dagli affetti familiari e la triste partenza verso un luogo lontano che ha sapore di schiavitù e morte. Su tutte incombe la figura mitica della bella Elena che chiede a gran voce giustizia e che a più riprese considera questa guerra come il risultato della divina volontà degli dei. A distanza di due millenni, il capolavoro classico mantiene intatta la sua forza dirompente, la sua denuncia urlata e ancora attualissima e questo nuovo allestimento sceglie di inserire profondi squarci della nostra contemporaneità: abbandonata l’idea di un allestimento classico, ha condotto il suo lavoro sulla parola, annullando così l’azione degli attori ridotti a statue di pietra. L’azione è parola, la parola si fa azione. Spogliata di ogni orpello mimico, assume una statura sacra e insieme politica. Le quattro regine non sembrano avere rapporti tra loro, immobili, scagliano il loro dolore ad una platea che si fa protagonista dell’azione. Tutti appaiono come vittime e carnefici, nessuno escluso.